Francesco de Vito

Abbiamo vinto la prima scommessa, possiamo dirlo?
L’apprezzamento per “Diomede” è unanime, come potrete leggere nella minima parte dei tanti commenti che abbiamo ricevuto e che pubblichiamo più avanti.

E non era scontato.
Abbiamo ricevuto anche suggerimenti e bonarie critiche sui tempi di arrivo della rivista. In questo caso, ahimè, dipende dall’organizzazione postale.

Al Nord moltissimi abbonati l’hanno ricevuta nel giro di pochi giorni, mentre il famoso “abbonato n. 1”, il sig. La Riccia, solo il 4 luglio, altri a Milano e Modena a fine giugno. Insomma, non dipendendo da noi, non possiamo che segnalare il disguido a Poste Italiane, anche se stiamo studiando un’altra modalità di spedizione.

E veniamo a questo numero, che si apre con una bella intervista di Loris Castriota Skanderbegh a Sergio Venturino, da molti anni anima e motore del “Comitato Vola Gino Lisa”.

Ma la vera “chicca” di questo numero di “Diomede” la trovate in due distinti servizi dedicati alla incredibile scoperta fatta dal nostro Maurizio De Tullio: nel 1873 a Foggia fu progettato e costruito uno dei primi prototipi di automobili della storia!

Non mancherà di far discutere l’intervento di Nando Romano sulla Madonna dei Sette Veli, la cui leggenda è stata oggetto di accurata disamina.

La promozione del territorio di Capitanata passa anche attraverso i vari riconoscimenti ottenuti a livello nazionale dai nostri Comuni. Per inciso va detto che, mentre scriviamo queste righe, si ha notizia di Monte Sant’Angelo tra le 11 candidate a “Capitale Italiana della Cultura 2025” mentre Foggia ospiterà, a Palazzo Filiasi, l’istituendo Museo Archeologico Nazionale. Due grandi notizie che approfondiremo nel prossimo numero di “Diomede”.

Otto sono al momento le Bandiere Arancioni assegnate dal Touring Club d’Italia, e da questo numero cominciamo la rassegna presentandovi i rispettivi Comuni premiati per il loro livello di ospitalità e organizzazione turistica. Primo appuntamento con Sant’Agata di Puglia, nelle scorse settimane finita nei TG nazionali a causa degli incendi dolosi che hanno bruciato e deturpato gran parte del suo prezioso verde boschivo.

E com’era Foggia nella seconda metà del 1800? Ce la illustra, con un ampio corredo fotografico di cartoline d’epoca, il bravo Stefano De Vito.

Geppe Inserra, invece, segnala con un articolo – che è un grido di dolore – lo stato di degrado in cui versano la piazzetta laterale il Museo Civico e l’unica delle quasi 900 fosse granarie che Foggia ospitava fino agli anni Trenta del secolo scorso. E poi tanti altri articoli, servizi, interviste e rubriche, ulteriormente potenziate.

“Diomede” si è rimesso in cammino. Aiutateci a farlo andare avanti e in alto il più possibile, con nuovi abbonamenti sostenitori e inserzionisti.

Per ora un grazie, forte e sincero, per quanto avete finora manifestato.