Federico II era un gourmet? I sorprendenti sapori medievali della sua tavola sul Gargano
Dimenticate l’immagine del solo imperatore, condottiero e legislatore. Federico II di Svevia era anche un raffinato amante della buona tavola e la Capitanata, con il Gargano e il Tavoliere, occupava un posto speciale nella sua cucina.
Tra leggende, documenti storici e antiche tradizioni, questo affascinante viaggio gastronomico racconta cosa mangiava davvero lo Stupor Mundi: selvaggina, funghi, pesci del lago di Lesina, vini pregiati e ricette che, secondo la tradizione, sono arrivate fino ai giorni nostri. Tra queste spicca la celebre minestra delle sette erbe, nata dall’incontro tra i profumi del Tavoliere e quelli del Gargano, insieme alla storica scapece d’anguilla, piatto dalle antiche influenze mediterranee.
Un racconto che intreccia storia, cultura e gastronomia, dimostrando come molte delle eccellenze della cucina pugliese affondino le proprie radici nel Medioevo e nella corte federiciana. E per chi ama mettersi ai fornelli, l’articolo propone anche due ricette ispirate alla tradizione dell’epoca.
Nel nuovo numero di Diomede scoprirai il volto più sorprendente di Federico II: quello di un sovrano che trasformò la tavola in un luogo di cultura, incontro e sperimentazione. Un articolo che conquisterà gli appassionati di storia e gli amanti della buona cucina. Acquista la rivista o abbonati per assaporare questo straordinario viaggio nei sapori della Capitanata medievale.