La storia del musicista foggiano attraversa il beat degli anni Sessanta, le classifiche europee e le prime sperimentazioni elettroniche. Oggi la sua esperienza torna a disposizione del territorio.

Una fisarmonica a cinque anni, lo studio del pianoforte al Conservatorio “Umberto Giordano” e poi il richiamo dei gruppi beat. Il percorso di Daniele Prencipe comincia a Foggia, ma presto supera i confini della Capitanata. Nel numero 18 di Diomede, Tommaso Palermo ricostruisce le tappe di una carriera in cui preparazione musicale, curiosità tecnologica e voglia di sperimentare procedono insieme.

Dopo le prime esperienze nelle band locali, nel 1968 Prencipe parte per la Germania. I primi tempi sono difficili, ma l’attività dal vivo gli consente di conoscere musicisti e produttori e di trovare nuove occasioni professionali. Con i Toga arriva il successo internazionale di More. Negli anni successivi scopre le possibilità espressive dei sintetizzatori e contribuisce al progetto Ganymed, che unisce elettronica e immaginario fantascientifico. Il brano It Takes Me Higher diventa uno dei passaggi più riconoscibili di questa stagione.

Il ritorno e i nuovi progetti

La carriera di Prencipe prosegue tra composizione, produzione e collaborazioni. Nel 2008 sceglie di tornare a Foggia per ragioni familiari. Il rientro non interrompe il lavoro musicale: l’artista mette competenze e strumenti a disposizione di iniziative locali, giovani talenti e progetti collettivi.

Oggi continua a lavorare nel suo studio e a sviluppare nuove idee, tra cui un musical al quale dedica da tempo la propria ricerca sonora. Il suo ritratto su *Diomede* racconta anche questo legame con la città: dopo aver cercato nuovi suoni in Europa, Prencipe porta a casa l’esperienza accumulata e la condivide con altri musicisti.

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