Numero autunnale di “Diomede” con un regalo ai nostri lettori: un fumetto che, in estrema sintesi, illustra la vita e la tragica fine di un sindacalista foggiano ancora poco noto, predecessore delle gesta del cerignolano Peppino Di Vittorio.

Coi disegni di Antonio Conversano, il testo di Lorenzo Acquaro e la biografia di Romeo Brescia, abbiamo inteso promuovere la figura di Silvestro Fiore, in occasione del 160° della nascita. Otto pagine centrali che, volendo, possono essere estratte e conservate a parte.

Fiore rappresentò per migliaia di braccianti e diseredati un faro di speranza e orgoglio, in un’epoca storica, gli inizi del secolo scorso, in cui il loro potere contrattuale era quasi pari a zero. Morì per mano di un anarchico foggiano, pugnalato a morte durante un litigio.

In questo numero, “Diomede” ha scelto di tralasciare, solo momentaneamente, la promozione dei territori di Capitanata, per soffermarsi maggiormente su persone e storie. Un accenno vogliamo comunque farlo, riprendendo una bella sollecitazione di Geppe Inserra, curatore del pregevole blog “Lettere Meridiane” e nostro collaboratore di vecchia data, il quale ha fatto una scoperta semplice ma quanto mai sbalorditiva.

Guardando attentamente una cartina tratta dalla “Mappa dei rischi dei comuni italiani” dell’Istituto Nazionale di Statistica e di Casa Italia, la provincia di Foggia è tra le più colorate.

“Il comprensorio Foggia-Manfredonia esibisce la stessa tonalità di verde di Napoli, e soltanto l’area di Roma presenta un verde ancora più scuro. Quel verde – spiega Inserra – sta ad indicare la concentrazione di beni culturali ed architettonici, e che Foggia e Manfredonia stiano al passo con Napoli, Bari e Lecce, e siano secondi soltanto a Roma, è davvero qualcosa che sorprende, e che dovrebbe indurre ad un’attenta riflessione sulla bellezza che ci circonda e non conosciamo e, fatale conseguenza, non valorizziamo.”

“In Capitanata – precisa – figurano ben 1500 beni culturali (su 8.957 dell’intera Regione) e ben 1426 beni architettonici (su 8.468). A far da traino sono Foggia e Manfredonia, rispettivamente con 275 beni culturali e 272 beni architettonici e Manfredonia (158 e 148)”.

Un autentico museo a cielo aperto, quello rivelato dalla mappa disegnata da Istat e Casa Italia. Inserra conclude con un interrogativo, che ci sentiamo di condividere: “Quanta consapevolezza vi è, nella classe dirigente di Capitanata, di questo inestimabile patrimonio? Ogni discorso di sviluppo e di futuro della Capitanata dovrebbe passare per un’attenta valorizzazione del patrimonio culturale ed architettonico, come anni fa sosteneva l’allora rettore dell’Università di Foggia, Giuliano Volpe. La sua rimase la classica voce che grida nel deserto. Tanto è vero che, dopo aver scelto di vivere a Foggia, deluso dalla scarsa risposta del territorio, ha pensato bene di tornarsene a Bari.”

Ai posteri…

P.S.: “Diomede”, sin dal suo nascere, alla fine del 2009, ha sempre avuto una attenzione per gli artisti di Capitanata. Tanti i fumettisti di cui ci siamo occupati. Mentre scriviamo queste note ci giunge notizia della prematura scomparsa di Denisio Esposito. Lo celebreremo degnamente, con suo fratello Nando, nel prossimo numero.