Dolina Pozzatina, il Gargano che si apre sotto i nostri occhi
Tra San Marco in Lamis e San Nicandro Garganico, una grande conca naturale custodisce paesaggi, tracce del passato e un modo diverso di guardare il promontorio.
Ci sono luoghi del Gargano che non si lasciano conoscere in uno sguardo frettoloso. La Dolina Pozzatina, sull’altipiano tra San Marco in Lamis e San Nicandro Garganico, è uno di questi. Nel numero 18 di Diomede, Giuseppe Trincucci accompagna il lettore attraverso il paesaggio che la circonda e dentro la storia di questa grande depressione naturale.
Prima di arrivare alla dolina, l’articolo racconta l’altipiano: boschi, rocce affioranti, campi ricavati con fatica e pochi segni della presenza umana. Poi la conca si rivela nel terreno. Le pareti sono rivestite di lecci e querce; sul fondo si apre uno spazio coltivabile che raccoglie le acque piovane. Secondo i dati riportati dalla rivista, la depressione raggiunge 132 metri di profondità e un perimetro superiore di 1.836 metri. Dimensioni che aiutano a immaginare la sorpresa di chi la osserva per la prima volta.
Un paesaggio da leggere
La Pozzatina non suscita soltanto interesse naturalistico. Trincucci richiama le pagine di *Gargano segreto* e descrive le sensazioni evocate dall’isolamento dell’altipiano. L’articolo riferisce anche di ritrovamenti archeologici nella zona, tra manufatti in selce, incisioni e pitture parietali: indizi che invitano a studiare il rapporto antico tra le persone e questo ambiente.
È una lettura che porta a guardare il Gargano oltre le sue mete più conosciute. La fotografia pubblicata sulla rivista mostra la forma della dolina; le parole ne restituiscono il silenzio, la scala e il legame con il territorio.
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