Livia Testi, l’artista dimenticata che custodì l’anima di Foggia e l’eredità di un grande maestro
Per tutta la vita ha vissuto circondata dalla bellezza, ma il suo nome è rimasto troppo spesso nell’ombra. Livia Testi, figlia del celebre pittore Alberto Testi, non fu soltanto l’erede di un grande artista: fu pittrice, insegnante e instancabile custode di un patrimonio artistico che appartiene alla memoria culturale di Foggia.
Attraverso i ricordi intensi di chi le è stato accanto negli ultimi quindici anni della sua vita, emerge il ritratto di una donna colta, sensibile e profondamente innamorata dell’arte. La sua casa era un autentico museo della memoria, popolato da dipinti, bozzetti e oggetti che raccontavano una storia fatta di talento, sacrificio e passione. Ma soprattutto raccontava una persona che vedeva il bello in ogni dettaglio e che ha trasmesso questo amore a generazioni di studenti.
Un’intervista ricca di emozioni e di aneddoti inediti restituisce finalmente voce a una figura ancora poco valorizzata, svelando il legame profondo con il padre Alberto Testi, il suo percorso artistico e umano e l’eredità culturale che ha lasciato alla città.
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