Un intreccio di silenzi, inganni e coraggio civile: la vicenda di Guido Tatafiore, direttore della Cartiera di Foggia e figura centrale nella denuncia della pericolosità della Fabbrica Chimica militare, si rivela uno dei capitoli più oscuri e ignorati della storia locale. Ucciso nel 1960 in circostanze mai del tutto chiarite, Tatafiore fu tra i pochi a denunciare i rischi ambientali derivanti da sostanze come iprite e fosgene, abbandonate sotto le macerie nel dopoguerra. La sua storia, tra guerra, segreti militari e memoria negata, riemerge oggi grazie ai racconti delle figlie e all’impegno di chi vuole restituire dignità a un uomo che ha lottato per la verità. Un’inchiesta intensa e avvincente, che invita il lettore a scoprire una verità mai raccontata fino in fondo.