Rivista Diomede – Numero 18 – Anno 5 [2026]
6,00 €
La Storia, la bellezza, l’importanza, le eccellenze di Foggia e della Capitanata emergono con straordinaria puntualità nel nuovo fascicolo della rivista foggiana “Diomede. Tra passato e futuro”. Nel suo consueto bel mix di testi e immagini, questo numero 18 regala a lettori e abbonati servizi esclusivi e chicche storiche, interviste e rubriche varie. Con l’acquisto riceverai gratuitamente anche la versione digitale.
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Il nuovo numero di “Diomede – tra passato e futuro” racconta le mille facce di Foggia e della Capitanata attraverso storie inedite, personaggi, interviste e grandi eventi che hanno segnato il territorio.
In copertina Matthew Modine, fotografato da Monica Carbosiero, introduce un fascicolo particolarmente ricco. Tra i protagonisti il regista Luciano Toriello, reduce dal successo del Festival Mònde, e due foggiani che hanno costruito importanti carriere internazionali: Daniele Prencipe, pioniere del sintetizzatore e protagonista della scena musicale europea degli anni ’70 e ’80, e Romeo Nuzziello, diventato un manager di primo piano nel settore minerario dopo essere partito giovanissimo per il Brasile.
Ampio spazio è dedicato anche alla memoria storica. Si torna al 1870, quando Foggia divenne una delle tappe italiane della celebre “Valigia delle Indie”, il collegamento ferroviario tra Londra e Brindisi, e al 1965, anno in cui il Cantagiro portò in Capitanata alcuni dei più importanti protagonisti della musica leggera italiana.
Il fascicolo riscopre inoltre figure significative della cultura e della storia del territorio: lo scrittore Giuseppe Cassieri, ricordato nel centenario della nascita; il magistrato Mauro Del Giudice; Francesco Paolo Bozzelli; le prime corriere della Daunia e numerose altre vicende locali.
Tra le storie contemporanee, quella della libraia indipendente Silvia Chiappinelli, anima de “La Borsa di Tappeto”, e un approfondimento sulla mostra dell’artista Nicola Liberatore. Prosegue inoltre l’attenzione di “Diomede” per la memoria della Seconda guerra mondiale, con il Diario di guerra di Mario Capocefalo e la vicenda dell’Internato Militare Italiano Antonio Genova, raccontata dal figlio Potito.
Completano il numero approfondimenti sui Moti Carbonari, sulla storia di Foggia, sulla natura del Gargano con un viaggio alla scoperta della Dolina Pozzatina, e le consuete rubriche dedicate a curiosità, gastronomia, memoria, sociale e fotoquiz.
Prosegue infine la ricerca di “Diomede” sulla storia delle prime radio locali, questa volta con un approfondimento dedicato a Radio Foggia 101.
“Diomede” è disponibile in edicole e librerie e può essere sottoscritta in abbonamento, sia nella versione cartacea sia digitale, attraverso il sito ufficiale.
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Tante storie di storia foggiana nel sesto numero della rivista “Diomede”, edita da Koinè e diretta da Maurizio De Tullio, in uscita a fine mese nelle edicole e librerie di Foggia e in parte della provincia. Ma, per cominciare, abbiamo posto ai 5 candidati a Sindaco di Foggia, otto domande precise in tema di cultura.
E poi storie incredibili, come quella del foggiano Oreste Scillitano, ucciso nel 1916 in America sulla sedia elettrica (undici anni prima di Sacco e Vanzetti) o della vecchia Signora di 107 anni (non è la Juventus…) che giace moribonda in Villa comunale e di cui raccontiamo la vera storia.
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Esattamente un anno fa tornava in edicola e in libreria questa rivista, frutto di un progetto parzialmente portato avanti tra la fine del 2009 e l’autunno 2011.
Ci siamo fatti carico di dare una risposta inedita e coraggiosa al vuoto gior- nalistico in campo editoriale che ha colpito Foggia e la Capitanata negli ultimi dieci anni, con una rivista piacevole e varia, arricchente e sfiziosa, e che si pone l’obiettivo di trasformarsi presto in bimestrale.
Ma per fare questo occorrono risorse che abbiamo solo in parte. Da qui la necessità di avere più abbonati e di acquisire presenze pubblicitarie di aziende ed Enti cui non difettano di certo le risorse, e che rivelano una certa “povertà culturale” in tema di comunicazione: chi investe sui soli social ignora di navigare in un mare magnum indistinto e dove si brucia in un attimo ciò che invece deve durare nel tempo.
Ma è soprattutto ai cittadini di questa città e di questa provincia che ci rivolgiamo. Quante volte leggiamo sui Social, o ascoltiamo nei passaggi televisivi, nelle conferenze o nelle tante presentazioni di libri, che i foggiani sono orgogliosi della storia e cultura della loro città e della loro provincia? Un vanto che se non si coniuga con piccoli atti – per esempio sostenendo una rivista come questa, che ha il loro stesso obiettivo – resta lettera morta.
Leggetevi a pag. 3 la splendida lettera di Francesco Caponigro, un professore romano in pensione, con origini che toccano in parte la Capitanata, che non solo ha sottoscritto (e rinnovato) un abbonamento sostenitore, ma che ha risposto all’invito di Geppe Inserra con una acuta riflessione e non mancando di avanzare semplici ma efficaci proposte per contrastare l’abbrutimento e l’abbruttimento di Foggia.
Gentile Professor Caponigro, la ringraziamo per averci scritto e per l’apprezzamento che mostra nei nostri confronti, anche col suo abbonamento sostenitore. È vero: lavorare per la bellezza, e in una realtà complessa e frastornante come quella foggiana, è molto impegnativo. Ce ne siamo resi conto anche noi, per esempio nel non trovare ancora una sponda ideale col mondo della scuola e dell’università – di cui Foggia non difetta, tra Istituti scolastici e facoltà universi- tarie – quando abbiamo riprogettato la rinascita di questa rivista.
La sua proposta di “ingentilire” Foggia attraverso murales a tema, che ri- costruiscano il nostro passato, è meritoria e avremo modo di suggerirla – col numero di settembre – ai futuri candidati alla carica di Sindaco.
Per ora, a parte un bel volto di don Bosco – in un’area della Foggia più povera e degradata e prossima alla parrocchia del Sacro Cuore – hanno realizzato in pieno centro solo un enorme mosaico dedicato al calciatore Paolo Rossi e un murales per Zeman. Per dirla alla Luca Cicolella: il calcio sui maccheroni.
Sostenete “la meglio Foggia” attraverso questa rivista. Dimostrino, i foggiani e gli altri cittadini di Capitanata, azioni concrete per far andare avanti i progetti seri, come crediamo sia “Diomede”.
L’abbonamento annuo costa come quattro pacchetti di sigarette…
Rivista Diomede – Numero 2 – Anno 1 [2022] n.s.
La rivista, edita dalla Koinè Comunicazione di Foggia, sotto la direzione di Maurizio De Tullio e Francesco de Vito, ospita nel nuovo numero – fra i numerosi articoli – la bella intervista di Loris Castriota Skanderbegh al Presidente del Comitato “Vola Gino Lisa”, Sergio Venturino, sulle prospettive di sviluppo legate all’aeroporto di Foggia; la prima delle otto puntate dedicate agli altrettanti Comuni della Capitanata cui il Touring Club d’Italia ha concesso la “Bandiera Arancione” parte dalla ridente Sant’Agata di Puglia, giustamente definita dall’autore, Rosario Brescia, un vero e proprio ‘Museo di emozioni’.
La memoria storica di Foggia muore sotto i colpi dell’incuria, inclusa quella istituzionale. La denuncia è presente nel circostanziato articolo di Geppe Inserra, che segnala i casi di degrado della piazza antistante Museo Civico e Conservatorio di Musica, dove è negato alla sua fruizione l’antico arco di Federico II, e della vicina fossa granaria, l’unica ad essere sopravvissuta tra le quasi mille che il fascismo cancellò negli anni Trenta.
Uno dei temi ricorrenti a Foggia è la devozione per la Madonna dei Sette Veli, Protettrice della città. L’analisi storica di Nando Romano – che si occupa di quel fenomeno definito allodoxia – non mancherà di aprire una discussione su quella che l’autore considera di fatto una vera e propria leggenda romanzata, anzi, per tradurre quel desueto termine, una ‘fake news’.
Com’era al tempo dei nostri nonni il centro storico di Foggia, quello compreso tra la Stazione ferroviaria, la Villa comunale e l’attuale piazza Giordano? Il reportage storico, accompagnato da molte e suggestive immagini d’annata, è curato da Stefano De Vito, con foto tratte da una raccolta di cartoline d’epoca.
C’è una nuova leva di giovani fumettisti di Capitanata che, con credito, si sta facendo largo in Europa: sono Mirko Di Noia e il duo Vincenzo Bizzarri / Stefano Nardella, intervistati rispettivamente da Alessia Paragone e Francesco Martino.
Completano la rivista alcune interessanti rubriche: “Accadde Oggi” (Date storiche da ricordare), “Diomede Sociale” (Associazioni in vetrina); “Capitanata da Leggere” (segnalazioni editoriali); “Ditelo a Diomede” (lettere e commenti dei lettori) e “Gioca con Diomede” (domande e fotoquiz per conoscere la storia e il territorio di Foggia e della Capitanata).
Tra gli altri collaboratori di questo numero di “Diomede”: Saverio Cioce, Carmine de Leo, Giuseppe Trincucci, Gaetano Cristino, Arcangelo Renzulli e Giacinto Marinaccio.
Trimestrale di attualità, cultura, storia e promozione del territorio – 60 pagg – uscita settembre 2022
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Un ricco ‘Diomede’ natalizio e tre chicche da non perdere. È un fascicolo davvero speciale quello di ‘Diomede’ (n. 10-11) in distribuzione a giorni nelle edicole e librerie di Foggia e in parte della provincia. Innanzitutto il messaggio augurale è “griffato”, recando la firma di uno dei più grandi disegnatori italiani – Enzo Chiomenti – che saluta i lettori di ‘Diomede’ con un disegno inedito. Il numero natalizio è dedicato, in particolare, a tre grandi personaggi foggiani di ieri e di oggi...
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Questo numero di ‘Diomede’ esce con un po’ di ritardo sul previsto e si apre con il Focus dedicato a un tema di grande attualità, la Moldaunia, il progetto di separazione dalla Puglia della provincia di Foggia e di unione con l’attuale regione molisana – portato avanti da quasi un decennio da Ciro Amodeo -, dal cui matrimonio territoriale, amministrativo, culturale ed economico dovrebbe nascere una regione grande, più o meno, quanto la Basilicata. Ne parliamo diffusamente con il suo artefice, l’ingegnere “moldauno” Amodeo...
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A due mesi dall’uscita del primo numero della rivista, è doveroso fare, non diciamo un bilancio, ma almeno qualche considerazione. Elegante, piacevole, ricca di spunti, ottimamente stampata. Già, ma Diomede non è un giornaletto, non è un free press, non è infarcito di pubblicità e non ne accetta di volgari...
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