Fatto il Sindaco facciamo i foggiani!
Aver ridato alla città di Foggia un minimo di ripristinata normalità democratica, col ritorno alle urne e la elezione per la prima volta di una donna alla carica di Sindaco di una grande città del Sud, non significa aver completato un percorso. Anzi.
Leggendo le risposte che la neo Sindaca di Foggia, Marida Episcopo, ha dato alle nostre otto domande sulle emergenze culturali, prendiamo atto della volontà di un cambio di passo, necessario anche rispetto a quel che accade da almeno quindici anni nel resto della Puglia.
Ma se a questo cambio di passo, della neoeletta e della sua squadra di governo, non si accompagna una generale presa di coscienza collettiva, superando quel senso di acquiescenza alle peggiori modalità del vivere tutt’altro che civile, resteremo ancora al palo di partenza.
In attesa di vedere se e come – attraverso i suoi cittadini – Foggia migliorerà nei mesi e negli anni a venire, veniamo a questo bel numero di “Diomede”.
Intanto aumentano gli Interventi esterni dei nostri lettori, che contribuiscono a introdurre tematiche importanti, e ai quali ognuno può controbattere alimentando una sana dialettica.
Detto delle risposte della sindaca Episcopo alle domande poste nell’editoriale del numero scorso, ecco introdurre due temi di attualità: il primo riguarda lo stato di degrado di gallerie e viadotti al confine col Molise, con l’intervista a Giuseppe Zingarelli. Così come bello è scoprire una piccola azienda olearia di Carlantino che ha lanciato negli States il buon olio dei nostri Monti Dauni, in attesa di farlo anche negli Emirati Arabi.
La chicca storica di questo numero unisce due città e il loro dramma indicibile: Foggia e Hiroshima. Il trait d’union è il Generale americano Spaatz. Gli Stati Uniti tornano, poi, nel ricordo di un grande intellettuale pannese, Antonio Calitri, ancora poco conosciuto in Patria.
E sapevate che Foggia e il Gargano vantano in Puglia la primogenitura nel campo del cinema muto? Il film fu girato a San Menaio nel 1923, otto anni prima di “Idillio infranto”. Mentre a Manfredonia, da antiche carte, emerge un importante monastero, quello di San Benedetto.
Molto spazio all’arte, con un grande artista pugliese, il nostro Salvatore Lovaglio, finemente raccontato nella location del suo privilegiato buen retiro, San Giusto. E parliamo anche di una bravissima artista orafa garganica, Giovanna Iervolino in arte Gioje, delle sue magnifiche realizzazioni che omaggiano la sua terra e della Madonna orante di Kalena. C’è molto altro naturalmente, compresi altri servizi e le sempre più numerose e brillanti rubriche.
In chiusura spazio a tre racconti inediti di “Visto, si stampi!” e i quattro Foto Quiz con cui dovrete aguzzare vista e memoria.
Cogliamo l’occasione, infine, per stigmatizzare il pessimo servizio di Poste Italiane che con ingiustificato ritardo ha consegnato ai nostri abbonati (e non a tutti ancora!) le copie del precedente numero. Il saluto finale con gli auguri più sinceri da parte di noi tutti per le festività natalizie e per il nuovo anno, che vogliamo coincida con la ripartenza di una Foggia diversa e migliore.
Occorre ora migliorare il senso di appartenenza dei cittadini.