Giacomo Strizzi e la rivolta gentile della gioventù foggiana
All’inizio del Novecento, in una Foggia ancora sospesa tra tradizione e modernità, un giovane poeta di Alberona, Giacomo Strizzi, decise di dare voce a una nuova generazione di intellettuali fondando Juvenilia, rivista letteraria mensile pensata, scritta e diretta da giovani per i giovani. L’obiettivo? Combattere l’indifferenza, scuotere le coscienze, e promuovere la cultura come strumento di riscatto.
In un clima culturale vivace ma spesso disilluso, Strizzi e i suoi collaboratori — ispirati dai grandi del passato come Carducci e sostenuti da un ideale di arte libera e partecipata — lanciarono una sfida editoriale che aveva il sapore dell’utopia: una rivista senza partiti, senza etichette, ma con un forte spirito identitario, nata dal cuore della Capitanata.
Attraverso le pagine di Diomede, riscopriamo oggi la figura discreta ma influente di Strizzi, il fermento intellettuale che animava il caffè La Gloria, e l’ambizioso progetto editoriale che fu Juvenilia: un simbolo di impegno culturale giovanile, capace di parlare ancora oggi a chi crede che la parola scritta possa cambiare il mondo.
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