Tre anni fa, negli stessi giorni, le edicole e le librerie di Foggia e della provincia riproponevano, a lettori vecchi e nuovi, “Diomede”, nella sua attuale versione. Il primo numero era uscito, in formato più ridotto, a dicembre 2009, l’ultimo a novembre 2011.

Undici anni dopo, nel giugno 2022, abbiamo voluto rieditarla, sia perché in tanti lo sollecitavano, sia perché la Capitanata era incredibilmente rimasta priva di testate cartacee. Ma il motivo principale era, ed è, un altro: contribuire a fare luce per uscire dal tunnel delle brutture, del malgoverno, dell’appiattimento culturale attraverso una rivista che rappresentasse Foggia e la Capitanata in positivo agli occhi di chi ci osserva e ci giudica.

I nostri sforzi, insieme all’aiuto dei lettori e a quello importante di pochi ma significativi sostenitori, hanno consentito il ritorno in edicola e libreria, e di raggiungere molti altri lettori in tutta Italia con l’abbonamento postale.

“Diomede” da tre anni si presenta diverso da quello del 2009 ma sempre fedele all’immutato obiettivo: essere un ponte ideale tra la Foggia e la Capitanata di ieri e quella di oggi, promuovendone, difendendone e valorizzandone il grande patrimonio storico, archeologico, artistico, ambientalistico e umano: è questa la ricchezza che deve restituire ricchezza! In questo quadro purtroppo non tutto è limpido, e le speranze spesso vengono disattese perché occorre confrontarsi con lungaggini burocratiche, sguardi volti altrove, finanziamenti che mancano, tardano o che vengono improvvidamente trasferiti.

Per esempio: in un incredibile incrociarsi di coincidenze, la città capoluogo da due anni viene privata, depauperata, svilita – da vicende poco chiare per non dire inverosimili – con la chiusura forzata della sua grande Biblioteca “La Magna Capitana”, col trasferimento e ridimensionamento del suo grande Archivio di Stato, con la parziale utilizzazione del Museo Civico ed altre importanti strutture culturali – come l’Archivio Storico Comunale e il Museo dei Padri Cappuccini dell’Immacolata – che restano al palo, in attesa di chissà quali umani miracoli.

Aspettiamo dal Ministero dei Beni culturali, dalla Regione Puglia, dalla nuova Amministrazione comunale del capoluogo e dalla Curia vescovile un segnale che dia risposte e inverta la tendenza.

Foggia non merita che il suo grande patrimonio (storico, archivistico, archeologico, artistico) venga ulteriormente compromesso da politiche ottuse e da decisioni che gridano vendetta per il pressapochismo con cui sono state prese.

Nel frattempo – e veniamo a noi, solitario presidio di editoria culturale – “Diomede” cresce nei consensi e nelle vendite in edicola anche se i nostri obiettivi restano ancora lontani: diventare un bimestrale e aumentare le pagine.

Per fare questo occorre il sincero e concreto aiuto di aziende e professionisti, scuole e docenti, associazioni e soprattutto Enti e Istituzioni che credano nella nostra mission e nel nostro lavoro.

Questo numero, infine, ospita alcune novità: abbiamo separato le rubriche, lasciando alcune all’inizio della rivista e altre in coda. Tra queste una gradita new entry, “Capitanata in Tavola”, curata dal pregiato chef Francesco Panniello. Un nuovo spazio è anche “La Buona e la Cattiva Notizia”, estrema sintesi di fatti salienti accaduti negli ultimi mesi. Buona estate!