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	<title>Diomede – rivista Capitanata</title>
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	<description>Attualità, cultura e storia della Capitanata</description>
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		<title>Il Cantagiro del 1965, il giorno in cui Foggia rincorse i suoi idoli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Tullio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2026 08:32:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Anno 5 N°18 NS]]></category>
		<category><![CDATA[anni Sessanta]]></category>
		<category><![CDATA[Cantagiro]]></category>
		<category><![CDATA[Foggia]]></category>
		<category><![CDATA[musica italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Nicola di Bari]]></category>
		<category><![CDATA[Rita Pavone]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una tappa allo stadio Zaccheria, i grandi nomi della canzone italiana e migliaia di fan. Diomede riporta alla luce una giornata</p>
<p>L'articolo <a href="https://diomedetrapassatoefuturo.it/il-cantagiro-del-1965-il-giorno-in-cui-foggia-rincorse-i-suoi-idoli/">Il Cantagiro del 1965, il giorno in cui Foggia rincorse i suoi idoli</a> proviene da <a href="https://diomedetrapassatoefuturo.it">Diomede – rivista Capitanata</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Una tappa allo stadio Zaccheria, i grandi nomi della canzone italiana e migliaia di fan. <strong>Diomede</strong> riporta alla luce una giornata di musica ed entusiasmo cittadino.</p>
<p>Il 26 giugno 1965 Foggia accolse il Cantagiro. La manifestazione portava la musica di città in città con una formula ispirata alle tappe del Giro d&#8217;Italia: artisti in viaggio, pubblico sempre diverso e una gara che ogni sera proclamava il proprio vincitore. Nel numero 18 di <strong>Diomede</strong>, Maurizio De Tullio torna su quella giornata attraverso cronache, ricordi e immagini d&#8217;epoca.</p>
<p>La tappa foggiana si concluse allo stadio Zaccheria. In cartellone c&#8217;erano Gianni Morandi, Little Tony, Rita Pavone, Gino Paoli, Tony Renis, Edoardo Vianello e Nicola di Bari, insieme a molti altri interpreti. Per i fan non bastava ascoltare le canzoni: volevano incontrare da vicino i propri beniamini, chiedere un autografo o scattare una fotografia. L&#8217;entusiasmo fu tale da mettere alla prova l&#8217;organizzazione e l&#8217;ordine pubblico.</p>
<p><strong>Rita Pavone e i legami con la Capitanata</strong></p>
<p>La cronaca dell&#8217;epoca racconta le difficoltà incontrate da Rita Pavone persino negli spostamenti vicino all&#8217;albergo. Quella sera fu lei a vincere la tappa con <strong>Lui</strong>. Nell&#8217;articolo trovano spazio anche Nicola di Bari, originario di Zapponeta, e Lalla Castellano, di Candela, tra gli artisti che legavano la carovana musicale al territorio.</p>
<p>Il Cantagiro di Foggia è una finestra sull&#8217;Italia degli anni Sessanta: la popolarità della canzone, la voglia di partecipare e lo stadio trasformato per una sera in luogo di spettacolo. Le pagine di <strong>Diomede</strong> conservano i dettagli e le voci di un appuntamento ancora vivo nella memoria di chi c&#8217;era.</p>
<p>Rivivi quella giornata nel numero 18 di <strong>Diomede</strong>. Acquista la rivista o abbonati</p>
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		<title>Dolina Pozzatina, il Gargano che si apre sotto i nostri occhi</title>
		<link>https://diomedetrapassatoefuturo.it/dolina-pozzatina-il-gargano-che-si-apre-sotto-i-nostri-occhi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Trincucci]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2026 08:27:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Anno 5 N°18 NS]]></category>
		<category><![CDATA[Capitanata]]></category>
		<category><![CDATA[Dolina Pozzatina]]></category>
		<category><![CDATA[Gargano]]></category>
		<category><![CDATA[natura]]></category>
		<category><![CDATA[San Marco in Lamis]]></category>
		<category><![CDATA[San Nicandro Garganico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tra San Marco in Lamis e San Nicandro Garganico, una grande conca naturale custodisce paesaggi, tracce del passato e un</p>
<p>L'articolo <a href="https://diomedetrapassatoefuturo.it/dolina-pozzatina-il-gargano-che-si-apre-sotto-i-nostri-occhi/">Dolina Pozzatina, il Gargano che si apre sotto i nostri occhi</a> proviene da <a href="https://diomedetrapassatoefuturo.it">Diomede – rivista Capitanata</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Tra San Marco in Lamis e San Nicandro Garganico, una grande conca naturale custodisce paesaggi, tracce del passato e un modo diverso di guardare il promontorio.</p>
<p>Ci sono luoghi del Gargano che non si lasciano conoscere in uno sguardo frettoloso. La Dolina Pozzatina, sull&#8217;altipiano tra San Marco in Lamis e San Nicandro Garganico, è uno di questi. Nel numero 18 di <strong>Diomede</strong>, Giuseppe Trincucci accompagna il lettore attraverso il paesaggio che la circonda e dentro la storia di questa grande depressione naturale.</p>
<p>Prima di arrivare alla dolina, l&#8217;articolo racconta l&#8217;altipiano: boschi, rocce affioranti, campi ricavati con fatica e pochi segni della presenza umana. Poi la conca si rivela nel terreno. Le pareti sono rivestite di lecci e querce; sul fondo si apre uno spazio coltivabile che raccoglie le acque piovane. Secondo i dati riportati dalla rivista, la depressione raggiunge 132 metri di profondità e un perimetro superiore di 1.836 metri. Dimensioni che aiutano a immaginare la sorpresa di chi la osserva per la prima volta.</p>
<p><strong>Un paesaggio da leggere</strong></p>
<p>La Pozzatina non suscita soltanto interesse naturalistico. Trincucci richiama le pagine di *Gargano segreto* e descrive le sensazioni evocate dall&#8217;isolamento dell&#8217;altipiano. L&#8217;articolo riferisce anche di ritrovamenti archeologici nella zona, tra manufatti in selce, incisioni e pitture parietali: indizi che invitano a studiare il rapporto antico tra le persone e questo ambiente.</p>
<p>È una lettura che porta a guardare il Gargano oltre le sue mete più conosciute. La fotografia pubblicata sulla rivista mostra la forma della dolina; le parole ne restituiscono il silenzio, la scala e il legame con il territorio.</p>
<p>Scopri l&#8217;articolo nel numero 18 di <strong>Diomede</strong>: acquista la rivista o abbonati</p>
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		<title>La Valigia delle Indie, quando il mondo faceva tappa a Foggia</title>
		<link>https://diomedetrapassatoefuturo.it/la-valigia-delle-indie-quando-il-mondo-faceva-tappa-a-foggia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Ficarelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2026 08:25:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Anno 5 N°18 NS]]></category>
		<category><![CDATA[Brindisi]]></category>
		<category><![CDATA[Capitanata]]></category>
		<category><![CDATA[ferrovie]]></category>
		<category><![CDATA[Foggia]]></category>
		<category><![CDATA[storia dei trasporti]]></category>
		<category><![CDATA[Valigia delle Indie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal 1870 la città fu una fermata del collegamento ferroviario verso Brindisi e l&#8217;India. Un viaggio tra treni, piroscafi e</p>
<p>L'articolo <a href="https://diomedetrapassatoefuturo.it/la-valigia-delle-indie-quando-il-mondo-faceva-tappa-a-foggia/">La Valigia delle Indie, quando il mondo faceva tappa a Foggia</a> proviene da <a href="https://diomedetrapassatoefuturo.it">Diomede – rivista Capitanata</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dal 1870 la città fu una fermata del collegamento ferroviario verso Brindisi e l&#8217;India. Un viaggio tra treni, piroscafi e grandi cambiamenti nella geografia dei trasporti.</p>
<p>Un treno proveniente da Londra, passeggeri diretti verso l&#8217;India e una fermata di cinque minuti alla stazione di Foggia. È una scena che oggi sembra lontanissima, ma appartiene alla storia della città. Nel numero 18 di <strong>Diomede</strong>, Enzo Ficarelli racconta la Valigia delle Indie, il collegamento che inserì Foggia in una rotta internazionale tra Europa e Oriente.</p>
<p>Il convoglio cominciò a transitare sulla penisola italiana nell&#8217;ottobre del 1870, dopo l&#8217;apertura del Canale di Suez. Attraversava la Francia e il Nord Italia, percorreva la linea adriatica e raggiungeva Brindisi. Qui i viaggiatori e i bagagli proseguivano in nave verso il Mediterraneo orientale e, infine, Bombay. Il treno trasportava anche corrispondenza, giornali e posta diplomatica: un flusso di persone e informazioni che rendeva ogni tappa parte di un itinerario molto più grande.</p>
<p><strong>Cinque minuti sul primo binario</strong></p>
<p>A Foggia il passaggio del convoglio attirava curiosi in stazione. Le carrozze eleganti, le uniformi e i bauli dei viaggiatori offrivano uno scorcio di un mondo altrimenti distante. Anche il buffet doveva rispondere ai tempi stretti e alle esigenze di una clientela internazionale. Nell&#8217;articolo, quella breve sosta diventa un modo per osservare il ruolo che la ferrovia ebbe nello sviluppo e nella visibilità della città.</p>
<p>Il servizio incontrò difficoltà legate alla rete ferroviaria italiana e ai cambiamenti delle rotte marittime. La sua storia si concluse nel 1914. Resta però l&#8217;immagine di Foggia stampata sugli orari di un viaggio che univa luoghi lontanissimi.</p>
<p>Riscopri questa pagina di storia nel numero 18 di <strong>Diomede</strong>. Acquista la rivista o abbonati</p>
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		<title>Radio Foggia 101, le voci che insegnarono alla città ad ascoltarsi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Tullio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2026 08:22:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Anno 5 N°18 NS]]></category>
		<category><![CDATA[Capitanata]]></category>
		<category><![CDATA[Foggia]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo locale]]></category>
		<category><![CDATA[Matteo Tatarella]]></category>
		<category><![CDATA[Radio Foggia 101]]></category>
		<category><![CDATA[radio libere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nata nel 1976, Radio Foggia 101 fece dell&#8217;informazione locale una parte centrale della sua identità. Diomede ripercorre le origini dell&#8217;emittente e</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nata nel 1976, Radio Foggia 101 fece dell&#8217;informazione locale una parte centrale della sua identità. <strong>Diomede</strong> ripercorre le origini dell&#8217;emittente e ricorda chi imparò il mestiere davanti ai suoi microfoni.</p>
<p>Per sapere che cosa accadeva in città, molti foggiani accendevano la radio. Negli anni Settanta, quando le emittenti private cominciavano a occupare l&#8217;etere, Radio Foggia 101 scelse di seguire da vicino le notizie, lo sport e la vita pubblica. Nel numero 18 di <strong>Diomede</strong>, Maurizio De Tullio ne ricostruisce la nascita e il ruolo nella storia dell&#8217;informazione locale.</p>
<p>L&#8217;emittente avviò ufficialmente le trasmissioni il 1° maggio 1976. Nel racconto della rivista emerge il contributo di Matteo Tatarella, che volle una radio aperta alla città. Già nel 1978 il radiogiornale aveva cinque edizioni. Alla cronaca si affiancavano le radiocronache del Foggia, gli appuntamenti culturali e programmi nei quali i cittadini potevano portare all&#8217;attenzione pubblica i problemi quotidiani.</p>
<p><strong>Una palestra per una generazione</strong></p>
<p>Radio Foggia 101 fu anche un luogo di formazione. Ragazzi e ragazze imparavano a cercare notizie, parlare al microfono e confrontarsi con gli ascoltatori. Alcuni avrebbero poi continuato a lavorare nell&#8217;informazione, nella comunicazione e in altri ambiti della vita cittadina. Attraverso fotografie e ricordi, l&#8217;articolo restituisce il fermento di un&#8217;esperienza nata con mezzi limitati e grande partecipazione.</p>
<p>La storia dell&#8217;emittente non è soltanto una storia della radio. Racconta il momento in cui Foggia cominciò a riconoscere nei propri fatti quotidiani notizie degne di essere seguite e discusse. *Diomede* dedica questo articolo alle origini e annuncia ulteriori testimonianze dei protagonisti per il numero successivo.</p>
<p>Leggi l&#8217;articolo nel numero 18: acquista la rivista o abbonati</p>
<p>L'articolo <a href="https://diomedetrapassatoefuturo.it/radio-foggia-101-le-voci-che-insegnarono-alla-citta-ad-ascoltarsi/">Radio Foggia 101, le voci che insegnarono alla città ad ascoltarsi</a> proviene da <a href="https://diomedetrapassatoefuturo.it">Diomede – rivista Capitanata</a>.</p>
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		<item>
		<title>Daniele Prencipe, da Foggia ai suoni dello space rock</title>
		<link>https://diomedetrapassatoefuturo.it/daniele-prencipe-da-foggia-ai-suoni-dello-space-rock/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Tommaso Palermo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2026 08:20:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Anno 5 N°18 NS]]></category>
		<category><![CDATA[Capitanata]]></category>
		<category><![CDATA[Daniele Prencipe]]></category>
		<category><![CDATA[Foggia]]></category>
		<category><![CDATA[Ganymed]]></category>
		<category><![CDATA[musica elettronica]]></category>
		<category><![CDATA[sintetizzatore]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La storia del musicista foggiano attraversa il beat degli anni Sessanta, le classifiche europee e le prime sperimentazioni elettroniche. Oggi</p>
<p>L'articolo <a href="https://diomedetrapassatoefuturo.it/daniele-prencipe-da-foggia-ai-suoni-dello-space-rock/">Daniele Prencipe, da Foggia ai suoni dello space rock</a> proviene da <a href="https://diomedetrapassatoefuturo.it">Diomede – rivista Capitanata</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La storia del musicista foggiano attraversa il beat degli anni Sessanta, le classifiche europee e le prime sperimentazioni elettroniche. Oggi la sua esperienza torna a disposizione del territorio.</p>
<p>Una fisarmonica a cinque anni, lo studio del pianoforte al Conservatorio “Umberto Giordano” e poi il richiamo dei gruppi beat. Il percorso di Daniele Prencipe comincia a Foggia, ma presto supera i confini della Capitanata. Nel numero 18 di <strong>Diomede</strong>, Tommaso Palermo ricostruisce le tappe di una carriera in cui preparazione musicale, curiosità tecnologica e voglia di sperimentare procedono insieme.</p>
<p>Dopo le prime esperienze nelle band locali, nel 1968 Prencipe parte per la Germania. I primi tempi sono difficili, ma l&#8217;attività dal vivo gli consente di conoscere musicisti e produttori e di trovare nuove occasioni professionali. Con i Toga arriva il successo internazionale di <strong>More</strong>. Negli anni successivi scopre le possibilità espressive dei sintetizzatori e contribuisce al progetto Ganymed, che unisce elettronica e immaginario fantascientifico. Il brano <strong>It Takes Me Higher</strong> diventa uno dei passaggi più riconoscibili di questa stagione.</p>
<p><strong>Il ritorno e i nuovi progetti</strong></p>
<p>La carriera di Prencipe prosegue tra composizione, produzione e collaborazioni. Nel 2008 sceglie di tornare a Foggia per ragioni familiari. Il rientro non interrompe il lavoro musicale: l&#8217;artista mette competenze e strumenti a disposizione di iniziative locali, giovani talenti e progetti collettivi.</p>
<p>Oggi continua a lavorare nel suo studio e a sviluppare nuove idee, tra cui un musical al quale dedica da tempo la propria ricerca sonora. Il suo ritratto su *Diomede* racconta anche questo legame con la città: dopo aver cercato nuovi suoni in Europa, Prencipe porta a casa l&#8217;esperienza accumulata e la condivide con altri musicisti.</p>
<p>Scopri i passaggi e gli incontri della sua storia nell&#8217;articolo completo. Acquista il numero 18 di <strong>Diomede </strong>o abbonati</p>
<p>L'articolo <a href="https://diomedetrapassatoefuturo.it/daniele-prencipe-da-foggia-ai-suoni-dello-space-rock/">Daniele Prencipe, da Foggia ai suoni dello space rock</a> proviene da <a href="https://diomedetrapassatoefuturo.it">Diomede – rivista Capitanata</a>.</p>
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		<item>
		<title>Mònde, il cinema che continua a vivere oltre il festival</title>
		<link>https://diomedetrapassatoefuturo.it/monde-il-cinema-che-continua-a-vivere-oltre-il-festival/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ciniza Rizzetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2026 08:13:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Anno 5 N°18 NS]]></category>
		<category><![CDATA[Capitanata]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Foggia]]></category>
		<category><![CDATA[Luciano Toriello]]></category>
		<category><![CDATA[Mònde]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo la nona edizione di Mònde – Festa del Cinema sui Cammini, il direttore artistico Luciano Toriello racconta incontri, memoria</p>
<p>L'articolo <a href="https://diomedetrapassatoefuturo.it/monde-il-cinema-che-continua-a-vivere-oltre-il-festival/">Mònde, il cinema che continua a vivere oltre il festival</a> proviene da <a href="https://diomedetrapassatoefuturo.it">Diomede – rivista Capitanata</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo la nona edizione di Mònde – Festa del Cinema sui Cammini, il direttore artistico Luciano Toriello racconta incontri, memoria e progetti che tengono vivo il legame tra cinema e Capitanata.</p>
<p>Quando termina un festival, i palchi vengono smontati e gli ospiti ripartono. Ma che cosa rimane nella città che lo ha accolto? È la domanda da cui prende forma l&#8217;intervista a Luciano Toriello, regista e direttore artistico di Mònde – Festa del Cinema sui Cammini, pubblicata nel numero 18 di <strong>Diomede</strong>.</p>
<p>La nona edizione ha trasformato Foggia in un luogo di incontri tra pubblico, autori e artisti. Matthew Modine, Kevin Spacey, Terry Gilliam e Margherita Buy sono tra i protagonisti ricordati nelle pagine della rivista. Il racconto, però, va oltre i nomi celebri: al centro ci sono le persone che hanno riempito gli spazi della città, ascoltato storie e partecipato alle proiezioni. È in questo rapporto diretto che Toriello riconosce il valore più duraturo della manifestazione.</p>
<p><strong>Un progetto che prosegue durante l&#8217;anno</strong></p>
<p>Per il direttore artistico, Mònde non coincide soltanto con i giorni del cartellone. Le attività formative e i progetti documentari permettono al cinema di restare presente sul territorio. Nell&#8217;intervista si parla di un corso realizzato con Cinecittà, di una futura rassegna diffusa nei comuni della provincia e di nuovi lavori cinematografici. L&#8217;obiettivo è dare continuità agli incontri nati durante il festival e raggiungere anche luoghi lontani dai principali spazi culturali.</p>
<p>Un altro filo del racconto è la memoria civile. I documentari dedicati a Nicola Ciuffreda e Giovanbattista Tedesco mostrano quanto il cinema possa aiutare a custodire testimonianze dolorose, ascoltando con rispetto chi le porta con sé. Tra grandi ospiti e storie vicine, Mònde prova così a tenere insieme l&#8217;apertura internazionale e l&#8217;attenzione alla Capitanata.</p>
<p>Nelle pagine di <strong>Diomede</strong>, Toriello ripercorre le emozioni della nona edizione e anticipa le idee che stanno già prendendo forma per la successiva.</p>
<p>Leggi l&#8217;intervista completa nel numero 18: acquista la rivista o abbonati!</p>
<p>L'articolo <a href="https://diomedetrapassatoefuturo.it/monde-il-cinema-che-continua-a-vivere-oltre-il-festival/">Mònde, il cinema che continua a vivere oltre il festival</a> proviene da <a href="https://diomedetrapassatoefuturo.it">Diomede – rivista Capitanata</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Le mille facce di Foggia e della Capitanata nel nuovo fascicolo della rivista “Diomede”</title>
		<link>https://diomedetrapassatoefuturo.it/le-mille-facce-di-foggia-e-della-capitanata-nel-nuovo-fascicolo-della-rivista-diomede/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 17:33:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Anno 5 N°18 NS]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Cantagiro]]></category>
		<category><![CDATA[Capitanata]]></category>
		<category><![CDATA[cultura foggiana]]></category>
		<category><![CDATA[Diomede.]]></category>
		<category><![CDATA[Dolina Pozzatina]]></category>
		<category><![CDATA[Festival Mònde]]></category>
		<category><![CDATA[Foggia]]></category>
		<category><![CDATA[Gargano]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Cassieri]]></category>
		<category><![CDATA[Luciano Toriello]]></category>
		<category><![CDATA[Matthew Modine]]></category>
		<category><![CDATA[Radio Foggia 101]]></category>
		<category><![CDATA[Seconda guerra mondiale]]></category>
		<category><![CDATA[storia di Foggia]]></category>
		<category><![CDATA[Valigia delle Indie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Storie inedite, interviste, grandi eventi di ieri e di oggi. Come quando Foggia balzò al centro dell’attenzione mediatica con la</p>
<p>L'articolo <a href="https://diomedetrapassatoefuturo.it/le-mille-facce-di-foggia-e-della-capitanata-nel-nuovo-fascicolo-della-rivista-diomede/">Le mille facce di Foggia e della Capitanata nel nuovo fascicolo della rivista “Diomede”</a> proviene da <a href="https://diomedetrapassatoefuturo.it">Diomede – rivista Capitanata</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>Storie inedite, interviste, grandi eventi di ieri e di oggi. Come quando Foggia balzò </em></strong><strong><em>al centro dell’attenzione mediatica con la ‘Valigia delle Indie’ (1870) e ‘il Cantagiro’ (1965). E tanti personaggi di primo piano: Cassieri, Bozzelli, Liberatore, Toriello </em></strong><strong><em>e la ricerca sulle prime radio locali, che prosegue con “Radio Foggia 101”</em></strong></p>
<p>Come chiamarle se non vivide avventure quelle che il nuovo fascicolo della rivista “<strong><em>Diomede</em></strong>” dedica a due foggiani, affermatisi all’estero in campi diversi, e tuttora anonimi in patria? Si tratta di un uomo dello spettacolo – <strong>Daniele Prencipe</strong>, intervistato da Tommaso Palermo – e di un grande manager internazionale dell’alluminio – <strong>Romeo Nuzziello</strong>,– entrambi foggiani d.o.c. Il primo, negli anni ’70 e ’80, ha fatto ballare mezza Europa e ha il merito di essere stato un pioniere del sintetizzatore. L’altro, partito 19enne per il Brasile senza soldi in tasca, in pochi anni è diventato un manager di caratura internazionale in campo minerario, lavorando in tutti i continenti.</p>
<p>Prima di tutto un plauso alla splendida copertina, con <strong>Matthew Modine</strong> fotografato da <strong>Monica Carbosiero</strong> e curata da Alessandro Pavino. All’interno la bella intervista di Cinzia Rizzetti al regista <strong>Luciano Toriello</strong> che ha portato a termine, a Foggia, una edizione del festival “<strong><em>Mònde</em></strong>” da record.</p>
<p>Nel <strong>1870</strong> e nel <strong>1965</strong> Foggia e la Capitanata balzarono al centro dell’attenzione mediatica per due pregnanti eventi. Il famoso treno “<strong><em>Valigia delle Indie</em></strong>” partiva da Londra e dopo aver attraversato la Manica, toccava Calais, Parigi, Modane e quattro città italiane, fra cui Foggia, per raggiungere infine il porto di Brindisi. Il tutto in sole 45 ore! Una sosta di appena cinque minuti e Foggia divenne crocevia strategico della rete ferroviaria europea. Il servizio è di Enzo Ficarelli.</p>
<p>Circa un secolo dopo, nel 1965, un grande spettacolo di piazza e di popolo – il celebre “<strong><em>Cantagiro</em></strong>”, una sorta di Giro d’Italia coi grandi nomi della musica leggera degli anni ’60, compresi due foggiani – animava le estati degli italiani. La popolare <em>kermesse</em> musicale quell’anno toccò anche la Capitanata, e i big fecero fatica a tenere lontani i foggiani… La rievocazione è a firma di Maurizio De Tullio.</p>
<p>Ci sono naturalmente altri personaggi e altre storie, di ieri e di oggi, al centro di servizi, interviste e recensioni di questo numero. Come il famoso scrittore e giornalista <strong>Giuseppe Cassieri</strong>, di Rodi Garganico, che Teresa Rauzino celebra in occasione del centenario della nascita. Rodiano è anche il grande magistrato <strong>Mauro Del Giudice</strong>, che ha segnato la storia civile italiana, al quale la stessa <strong>Rauzino</strong> ha recentemente dedicato una nuova monografia. La recensione è di Lucia Lopriore.</p>
<p>L’italianista Rino Caputo recensisce il bel volume del sipontino <strong>Francesco Granatiero</strong> dedicato all’illustre concittadino <strong>Francesco Paolo Bozzelli</strong>, recuperando una grande figura, pur controversa, ma oggi sempre più interessante nella sua complessità. Duilio Paiano ci porta, grazie al bel libro di <strong>Luigi Battaglini</strong>, a compiere nella Daunia un ‘<strong>viaggio nel viaggio</strong>’ alla scoperta delle prime corriere.</p>
<p>Di oggi è la bella avventura di una giovane libraia indipendente, <strong>Silvia Chiappinelli</strong> – intervistata da Alessia Paragone –, che gestisce con successo “<strong><em>La Borsa di Tappeto</em></strong>”, unica libreria per bambini e ragazzi del capoluogo. Di qualche mese fa è invece la grande mostra dell’artista <strong>Nicola Liberatore</strong>, dedicata a <em>Sante, Donne, Madonne e Regine</em>, la cui sintesi espressiva è a firma di Gaetano Cristino.</p>
<p>“<em>Diomede</em>” ha sempre posto in primo piano Foggia nel ricordo della 2a Guerra mondiale raccontando storie, spesso inedite e originali. Come quella di <strong>Mario Capocefalo</strong>, ben descritta da Matteo Di Cosmo che inaugura la prima puntata del suo “<em>Diario di guerra</em>”. Un’altra pagina da leggere tutta d’un fiato riguarda uno dei tanti <strong>IMI (Internati Militari Italiani)</strong>, soldati italiani catturati e deportati nei campi di concentramento e di lavoro nazisti che, dopo l’8 Settembre, si rifiutarono di collaborare. Quella che propone la rivista è dedicata ad <strong>Antonio Genova</strong>, di Ascoli Satriano, nel racconto emozionante di suo figlio, il generale Potito Genova.</p>
<p>Altra importante pagina di storia locale è quella dedicata a <strong>Michele Morelli</strong> e ai <strong>Moti Carbonari</strong> che videro teatro di eventi complicati San Severo e l’Alto Tavoliere. Ne riferisce lo storico Giuseppe Clemente.</p>
<p>Foggia torna in primo piano con alcune storie del passato, tra Madonne, San Francesco, architetti e… imprenditori del latte. Gli articoli sono a firma di Marco Laràtro, Gaetano Schiraldi, Valentina Talienti e Romeo Brescia.</p>
<p>La natura potente del Gargano trova spazio nella bella ricognizione naturalistica e letteraria, che Giuseppe Trincucci fa della famosa <strong>Dolina Pozzatina</strong>, la più grande d’Europa (e forse del mondo).</p>
<p>Come sempre ricche di fascino e curiosità le rubriche <em>‘Sfizi di Capitanata’, ‘Capitanata in tavola’, ‘Accadde oggi’, ‘Diomede sociale’</em> e i fotoquiz in ‘<em>Gioca con Diomede</em>’.</p>
<p>La rivista “<em>Diomede</em>”, distribuita in edicole e librerie, è diretta da <strong>Maurizio De Tullio</strong>, <strong>Loris Castriota Skanderbegh</strong> (dir. respons.) e <strong>Francesco de Vito</strong> (dir. editor.) e, per la parte grafica, da <strong>Alessandro Pavino</strong>. Ci si può abbonare sia nella versione cartacea che digitale entrando nel sito: <a href="http://www.diomedetrapassatoefuturo.it/">www.diomedetrapassatoefuturo.it</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://diomedetrapassatoefuturo.it/le-mille-facce-di-foggia-e-della-capitanata-nel-nuovo-fascicolo-della-rivista-diomede/">Le mille facce di Foggia e della Capitanata nel nuovo fascicolo della rivista “Diomede”</a> proviene da <a href="https://diomedetrapassatoefuturo.it">Diomede – rivista Capitanata</a>.</p>
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		<title>Federico II era un gourmet? I sorprendenti sapori medievali della sua tavola sul Gargano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Trincucci]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2026 07:13:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Anno 5 N°17 NS]]></category>
		<category><![CDATA[Capitanata]]></category>
		<category><![CDATA[cucina medievale]]></category>
		<category><![CDATA[Diomede.]]></category>
		<category><![CDATA[Federico II]]></category>
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		<category><![CDATA[gastronomia storica]]></category>
		<category><![CDATA[Lesina]]></category>
		<category><![CDATA[minestra delle sette erbe]]></category>
		<category><![CDATA[scapece d'anguilla]]></category>
		<category><![CDATA[storia della cucina]]></category>
		<category><![CDATA[Tavoliere]]></category>
		<category><![CDATA[tradizioni pugliesi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dimenticate l&#8217;immagine del solo imperatore, condottiero e legislatore. Federico II di Svevia era anche un raffinato amante della buona tavola</p>
<p>L'articolo <a href="https://diomedetrapassatoefuturo.it/federico-ii-era-un-gourmet-i-sorprendenti-sapori-medievali-della-sua-tavola-sul-gargano/">Federico II era un gourmet? I sorprendenti sapori medievali della sua tavola sul Gargano</a> proviene da <a href="https://diomedetrapassatoefuturo.it">Diomede – rivista Capitanata</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="PDq2pG_selectionAnchorContainer" data-start="115" data-end="353">Dimenticate l&#8217;immagine del solo imperatore, condottiero e legislatore. <strong data-start="186" data-end="211">Federico II di Svevia</strong> era anche un raffinato amante della buona tavola e la Capitanata, con il Gargano e il Tavoliere, occupava un posto speciale nella sua cucina.</p>
<p data-start="355" data-end="853">Tra leggende, documenti storici e antiche tradizioni, questo affascinante viaggio gastronomico racconta cosa mangiava davvero lo <em data-start="484" data-end="498">Stupor Mundi</em>: selvaggina, funghi, pesci del lago di Lesina, vini pregiati e ricette che, secondo la tradizione, sono arrivate fino ai giorni nostri. Tra queste spicca la celebre <strong data-start="664" data-end="693">minestra delle sette erbe</strong>, nata dall&#8217;incontro tra i profumi del Tavoliere e quelli del Gargano, insieme alla storica <strong data-start="785" data-end="807">scapece d&#8217;anguilla</strong>, piatto dalle antiche influenze mediterranee.</p>
<p data-start="855" data-end="1151">Un racconto che intreccia storia, cultura e gastronomia, dimostrando come molte delle eccellenze della cucina pugliese affondino le proprie radici nel Medioevo e nella corte federiciana. E per chi ama mettersi ai fornelli, l&#8217;articolo propone anche due ricette ispirate alla tradizione dell&#8217;epoca.</p>
<p data-start="1153" data-end="1611">Nel nuovo numero di <strong data-start="1173" data-end="1184">Diomede</strong> scoprirai il volto più sorprendente di Federico II: quello di un sovrano che trasformò la tavola in un luogo di cultura, incontro e sperimentazione. Un articolo che conquisterà gli appassionati di storia e gli amanti della buona cucina. Acquista la rivista o abbonati per assaporare questo straordinario viaggio nei sapori della Capitanata medievale.</p>
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		<title>L&#8217;ultima vittoria di Tazio Nuvolari aveva un cuore pugliese: la storia dimenticata di Mario Maggio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Tullio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2026 06:27:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Anno 5 N°17 NS]]></category>
		<category><![CDATA[automobilismo]]></category>
		<category><![CDATA[Capitanata]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo Abarth]]></category>
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		<category><![CDATA[Mario Maggio]]></category>
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		<category><![CDATA[motociclismo]]></category>
		<category><![CDATA[Palermo-Monte Pellegrino]]></category>
		<category><![CDATA[San Severo]]></category>
		<category><![CDATA[sport italiano]]></category>
		<category><![CDATA[storia dei motori]]></category>
		<category><![CDATA[Tazio Nuvolari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tutti ricordano Tazio Nuvolari, il leggendario &#8220;Mantovano Volante&#8221;. Quasi nessuno, invece, conosce il nome dell&#8217;uomo che gli sedeva accanto nella</p>
<p>L'articolo <a href="https://diomedetrapassatoefuturo.it/lultima-vittoria-di-tazio-nuvolari-aveva-un-cuore-pugliese-la-storia-dimenticata-di-mario-maggio/">L&#8217;ultima vittoria di Tazio Nuvolari aveva un cuore pugliese: la storia dimenticata di Mario Maggio</a> proviene da <a href="https://diomedetrapassatoefuturo.it">Diomede – rivista Capitanata</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="PDq2pG_selectionAnchorContainer" data-start="125" data-end="452">Tutti ricordano <strong data-start="141" data-end="159">Tazio Nuvolari</strong>, il leggendario &#8220;Mantovano Volante&#8221;. Quasi nessuno, invece, conosce il nome dell&#8217;uomo che gli sedeva accanto nella sua ultima, storica vittoria. Era <strong data-start="309" data-end="325">Mario Maggio</strong>, pilota e meccanico nato a San Severo, scelto personalmente da Nuvolari per affrontare le sue ultime gare in Sicilia nel 1950.</p>
<p data-start="454" data-end="804">Ma chi era davvero questo protagonista dimenticato dell&#8217;automobilismo italiano? Dalle prime competizioni motociclistiche agli straordinari risultati ottenuti alla <strong data-start="617" data-end="633">Mille Miglia</strong>, fino all&#8217;avventura al fianco di uno dei più grandi campioni di tutti i tempi, emerge il ritratto di un uomo coraggioso, talentuoso e profondamente legato alla sua terra.</p>
<p data-start="806" data-end="1182">Attraverso documenti, fotografie d&#8217;epoca e testimonianze inedite, <strong data-start="872" data-end="883">Diomede</strong> riporta alla luce una vicenda rimasta nell&#8217;ombra per oltre settant&#8217;anni, restituendo il giusto riconoscimento a un sanseverese che ha scritto una pagina della grande storia dei motori. Un racconto ricco di emozioni, curiosità e colpi di scena, che intreccia sport, memoria e orgoglio di Capitanata.</p>
<p data-start="1184" data-end="1530">Scopri l&#8217;articolo completo nel nuovo numero di <strong data-start="1231" data-end="1242">Diomede</strong> e lasciati sorprendere da una storia che merita finalmente di essere conosciuta. Acquista la rivista o abbonati per riscoprire i protagonisti dimenticati della nostra terra.</p>
<p>L'articolo <a href="https://diomedetrapassatoefuturo.it/lultima-vittoria-di-tazio-nuvolari-aveva-un-cuore-pugliese-la-storia-dimenticata-di-mario-maggio/">L&#8217;ultima vittoria di Tazio Nuvolari aveva un cuore pugliese: la storia dimenticata di Mario Maggio</a> proviene da <a href="https://diomedetrapassatoefuturo.it">Diomede – rivista Capitanata</a>.</p>
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		<title>Radio Luna, la voce che cambiò Foggia: il mito delle radio libere che ha fatto sognare un&#8217;intera generazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Tullio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2026 06:22:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Anno 5 N°17 NS]]></category>
		<category><![CDATA[anni Ottanta]]></category>
		<category><![CDATA[anni Settanta]]></category>
		<category><![CDATA[Cicciolina]]></category>
		<category><![CDATA[Diomede.]]></category>
		<category><![CDATA[Foggia]]></category>
		<category><![CDATA[Gioacchino Rosa Rosa]]></category>
		<category><![CDATA[Maurizio De Tullio]]></category>
		<category><![CDATA[memoria foggiana]]></category>
		<category><![CDATA[radio libere]]></category>
		<category><![CDATA[Radio Luna]]></category>
		<category><![CDATA[radio private]]></category>
		<category><![CDATA[storia della radio]]></category>
		<category><![CDATA[Tonio Toma]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Prima dei social, prima delle tv private e perfino prima di Internet, c&#8217;era una frequenza capace di unire migliaia di</p>
<p>L'articolo <a href="https://diomedetrapassatoefuturo.it/radio-luna-la-voce-che-cambio-foggia-il-mito-delle-radio-libere-che-ha-fatto-sognare-unintera-generazione/">Radio Luna, la voce che cambiò Foggia: il mito delle radio libere che ha fatto sognare un&#8217;intera generazione</a> proviene da <a href="https://diomedetrapassatoefuturo.it">Diomede – rivista Capitanata</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="PDq2pG_selectionAnchorContainer" data-start="135" data-end="461">Prima dei social, prima delle tv private e perfino prima di Internet, c&#8217;era una frequenza capace di unire migliaia di persone. Era <strong data-start="266" data-end="280">Radio Luna</strong>, una delle emittenti che, a partire dal 1976, rivoluzionò il modo di fare informazione, musica e intrattenimento, diventando la colonna sonora di un&#8217;intera generazione di foggiani.</p>
<p data-start="463" data-end="1031">Tra studi improvvisati, pionieri armati di passione, programmi diventati leggendari e personaggi destinati a lasciare il segno, questa straordinaria ricostruzione racconta la nascita di un fenomeno culturale che ha cambiato per sempre il volto della città. Dai primi conduttori alle curiosità più sorprendenti – compreso il clamoroso caso della giovanissima <strong data-start="821" data-end="835">Cicciolina</strong>, che conquistò gli ascoltatori italiani proprio attraverso Radio Luna – fino alle iniziative di solidarietà, ai grandi concerti e ai talenti che da quei microfoni hanno iniziato la loro carriera.</p>
<p data-start="1033" data-end="1674">Un viaggio emozionante nella Foggia degli anni Settanta e Ottanta, quando bastavano un microfono, qualche disco in vinile e tanta voglia di innovare per scrivere una pagina indimenticabile della storia cittadina. Nel nuovo numero di <strong data-start="1266" data-end="1277">Diomede</strong> scoprirai testimonianze esclusive, aneddoti, fotografie d&#8217;epoca e retroscena inediti di un&#8217;avventura che ha acceso i sogni di un&#8217;intera generazione. Acquista la rivista o abbonati per non perdere il primo capitolo di questo affascinante racconto dedicato alle radio libere foggiane.</p>
<p>L'articolo <a href="https://diomedetrapassatoefuturo.it/radio-luna-la-voce-che-cambio-foggia-il-mito-delle-radio-libere-che-ha-fatto-sognare-unintera-generazione/">Radio Luna, la voce che cambiò Foggia: il mito delle radio libere che ha fatto sognare un&#8217;intera generazione</a> proviene da <a href="https://diomedetrapassatoefuturo.it">Diomede – rivista Capitanata</a>.</p>
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